Se lo sport lo hai fatto sul serio e oggi la giornata non ti lascia più l'ora per farlo, qui si ricostruisce il telaio: forza di base, mobilità, postura. A corpo libero, da casa tua.
Non c'è un carrello su questa pagina. Si comincia con una candidatura e venti minuti al telefono.
Rispondi a qualche domanda su di te, poi decidi tu se fissare la chiamata.
QUELLO CHE DICONO I PADRI CHE SEGUO
“Non arrivavo più stanco morto alla sera. Andavo in ufficio con un'energia pazzesca.”Gianluca · Imprenditore
“Ero magro di massa, ansioso, con problemi digestivi cronici. In pochi mesi ho costruito forza che non avevo neanche da giovane.”Andrea · Imprenditore
“Lasciami dire una cosa: ero sicuramente molto scettico all'inizio. Invece trovo che il tuo metodo sia estremamente motivante.”Luigi · Ex commerciante
“Non arrivavo più stanco morto alla sera. Andavo in ufficio con un'energia pazzesca.”Gianluca · Imprenditore
“Ero magro di massa, ansioso, con problemi digestivi cronici. In pochi mesi ho costruito forza che non avevo neanche da giovane.”Andrea · Imprenditore
“Lasciami dire una cosa: ero sicuramente molto scettico all'inizio. Invece trovo che il tuo metodo sia estremamente motivante.”Luigi · Ex commerciante
C'è una cosa che si vede subito in chi ha fatto sport da ragazzo: il corpo se lo ricorda.
Ti allenavi tre o quattro volte a settimana e non dovevi convincerti a farlo. Era una cosa che si faceva, come lavarsi i denti.
Poi il lavoro è diventato più grande. O è arrivata una figlia. O tutte e due nello stesso anno.
L'ora in cui ti allenavi non esiste più, e quello che è rimasto è un allenamento a singhiozzo: due settimane buone, un mese fermo, un abbonamento che paghi e non usi.
La parte che dà più fastidio non è la pancia o il fiato. È sapere di che pasta sei fatto e non poterlo dimostrare.
Il problema non è la voglia. È che la voglia da sola non ti restituisce l'ora che non hai.
Intendiamoci: il corpo è tuo, la responsabilità è tua, e non sono qui a togliertela. Ma il problema non era la tua testa. Era la scheda.
Quella uguale per tutti, che vale per te come per uno di venticinque anni che non lavora. Un'ora e mezza di allenamento che si incastra solo nella giornata perfetta.
E la giornata perfetta non arriva mai. Arriva la riunione che sfora, il bambino con la febbre, la sera in cui alle nove sei ancora in piedi in cucina. Quindi salti. E salti ancora. E dopo tre settimane hai smesso, e a quel punto è facile convincersi che il problema sei tu.
Il problema era che ti avevano dato un allenamento che non stava dentro la tua vita.
Una struttura che smette di ricevere carico si smonta. Piano, in silenzio, per anni, mentre tu vai avanti a fare le stesse cose di prima.
Io lo chiamo telaio: forza di base, mobilità, postura, articolazioni che reggono. È quello che il tuo sport non ti dà e che la palestra non ti insegna.
Puoi avere il motore di una Ferrari. Se lo monti sul telaio di una Panda, quel motore a terra non lo scarichi. Ti fa solo più danni.
Tanti uomini che seguo hanno un ottimo motore: fiato, testa, voglia, anni di sport alle spalle. Quello che manca è sotto.
Sotto c'è anche una questione di biologia, e vale la pena nominarla adesso che siamo nel merito. La perdita di massa muscolare parte già dai trent'anni e va avanti ogni anno senza che tu te ne accorga: si chiama Sarcopenia. Meno muscolo hai, meno energia bruci a riposo, meno protezione hanno le tue articolazioni quando torni a correre o a giocare.
Il chilometraggio, da solo, questa parte non la tocca. Il muscolo si costruisce solo mettendo carico progressivo su una struttura che regge, e con il tuo peso corporeo si fa benissimo.
I greci si allenavano a corpo libero, e non erano messi male.
Rispondi a qualche domanda su di te, poi decidi tu se fissare la chiamata.
Non è un programma in PDF e non è un'app che ti manda la scheda. È un percorso costruito addosso a te, con me dall'altra parte che guardo come ti muovi e correggo.
Si parte da dove sei davvero: il tuo livello, i tuoi vincoli, lo sport che pratichi già, i minuti che hai per allenarti. Se hai quaranta minuti in pausa pranzo, il programma sta in quaranta minuti.
Tutto a corpo libero, in casa tua o al parco. Nessuna palestra, nessun orario da rispettare, nessun attrezzo da comprare.
Mi mandi i video delle esecuzioni su WhatsApp e ti rispondo con le correzioni sul tuo corpo: la tua spalla, la tua schiena, i tuoi compensi.
È la parte che nessun video su internet può fare, perché richiede qualcuno che guardi te.
Lo strumento con cui decidi ogni giorno quanto spingere. Rispondi a cinque domande e sai se oggi fai la seduta piena, quella ridotta o solo mobilità.
Serve a una cosa sola: l'appuntamento con l'allenamento non salta. Cambia il livello, non il fatto che lo fai. È così che regge una settimana con una trasferta dentro o un figlio con la febbre.
Una volta al mese ci sentiamo e guardiamo dove sei: cosa è migliorato, cosa si è bloccato, cosa va cambiato nel mese dopo.
Qui dentro finisce anche la parte che nessuno chiama allenamento e che decide tutto: la costanza quando la settimana va storta.
Principi pratici per la vita reale: pranzi fuori, cene, un bicchiere, le trasferte. Nessuna dieta grammata, niente pollo e broccoli per sei mesi.
Sono anni che non peso più quello che mangio, e la pizza me la faccio.
Rispondi a qualche domanda su di te, poi decidi tu se fissare la chiamata.
Seguo poche persone alla volta perché voglio farlo bene. Quindi ha senso essere chiari su chi ci sta dentro e chi no.
“Quello che non avevo mai fatto in tutta la mia vita erano le trazioni, nemmeno quando facevo boxe agonistica. Una mattina mi hai attaccato degli elastici sotto le gambe e ho fatto tre trazioni alla sbarra. È stato qualcosa di enorme.”Gianluca · Imprenditore
“Un pensiero pieno di gratitudine a te, che mi stai aiutando a risolvere un mal di schiena che mi tormentava da mesi, anzi anni… solo con due esercizi di mobilità.”Marco · Dentista
“Io vengo dalla palestra nuda e cruda. Dopo poco più di un mese non solo mi sto allenando senza uscire da casa, ma sto sviluppando forza e skill che prima mi sognavo. Non tornerò più indietro.”Un cliente · Dalla palestra a casa
Rispondi a qualche domanda su di te, poi decidi tu se fissare la chiamata.
Ciao, sono Samuele Gerli.
Sono più di quindici anni che insegno alle persone a usare il corpo nello spazio: prima con il ballo, dal 2019 con il Calisthenics, con la certificazione da istruttore del CONI.
E per un periodo ho fatto ginnastica dolce con gruppi di over 60. Lì impari come si rimette in movimento un corpo che ha smesso di fidarsi di sé, che è la parte che serve più di tutto il resto.
La maggior parte di quelli che seguo sono uomini con una vita piena e un corpo trascurato: padri, professionisti, imprenditori, gente che lo sport lo faceva e che adesso ci prova a strappi.
Non sono uno che parte avvantaggiato. Ho una sublussazione al ginocchio da sempre, ho avuto una tendinite alla spalla che mi sono portato dietro per mesi, e nel 2022 sono finito in burnout.
Quello che vedi nelle foto è il risultato degli stessi metodi che uso con i Padri che seguo. Nessuna dieta da monaco: sono anni che non peso più quello che mangio.
È la cosa che sento più spesso, ed è quasi sempre un dubbio su di sé, non sul metodo. A corpo libero lavori con il tuo peso e non contro un bilanciere, quindi il punto di partenza sei tu. Seguo gente che non aveva mai fatto un pull-up in vita sua e che dopo qualche mese lo fa.
Tre sedute da mezz'ora fanno meno di due ore a settimana, e il Semaforo Energetico esiste apposta per le settimane in cui nemmeno quelle ci stanno: nei giorni storti si scende a dieci minuti di mobilità. La costanza si rompe quando l'unica opzione è tutto o niente.
Vero, e infatti l'informazione non è mai stata il problema. Quello che non trovi è qualcuno che guarda i tuoi video e ti dice che la tua spalla sta compensando, e che quindi quell'esercizio oggi non lo fai. Io ero lo stesso: da solo certe cose non le vedevo, ho dovuto farmi guardare per accorgermene.
I tuoi vincoli entrano nel programma dal primo giorno, ed è uno dei motivi per cui guardo i video. Se hai una diagnosi in corso o stai facendo fisioterapia, prima ne parli con chi ti sta seguendo.
Da soli mollano quasi tutti, io compreso quando ci ho provato. Per questo il percorso ha un appuntamento fisso con me ogni mese e una chat aperta nel mezzo: quando salta una settimana lo vedo, e ne parliamo prima che diventi un mese.
Tre minuti. Mi servono per capire da dove parti, quanto tempo hai davvero e cosa ti sei portato dietro: infortuni, blocchi, sport passati.
Venti minuti al telefono, gratis. Arrivo alla chiamata avendo già letto le tue risposte, quindi non ripartiamo da zero.
Guardiamo dove sei, dove vuoi arrivare e se sono io lo strumento giusto per portartici. Se non lo sono te lo dico, e ti indico cosa ha senso fare al posto mio.
Rispondi a qualche domanda su di te, poi decidi tu se fissare la chiamata.
Il percorso ha un prezzo unico e te lo dico in chiamata, dopo che ho capito da dove parti. Prima di quel momento ti direi un numero senza sapere se ha senso per te, e non mi piace lavorare così. La chiamata è gratis e non c'è nessun impegno.
Nove mesi, in tre fasi. I primi mesi rimettono in funzione mobilità, postura e pattern di base, poi si costruisce forza, poi si consolida e diventi autonomo. L'obiettivo dichiarato è che alla fine non ti serva più: hai un sistema tuo che gestisci da solo.
No. Tutto a corpo libero, in casa o al parco. Se hai una barra o un tavolo robusto per le trazioni australiane meglio, ma l'alternativa c'è sempre.
Tre sedute da mezz'ora, quindi meno di due ore. Con il Semaforo Energetico, nelle settimane storte si scende senza saltare.
Se corri, pedali, giochi a padel o fai arti marziali, quasi sempre scopriamo che la parte alta e il centro del corpo sono indietro rispetto alle gambe. È il pezzo che il tuo sport non ti dà, e il guadagno lì arriva in fretta.
Appena finisci le domande ti si apre il calendario e scegli tu quando fare i venti minuti. Ti arriva la conferma via mail. Se preferisci pensarci, la candidatura resta valida e puoi prenotare quando vuoi.
È una chiamata in cui capisco se posso esserti utile. Se posso te lo dico e ti spiego come si lavora, prezzo compreso. Se non posso te lo dico lo stesso, e finisce lì.
Qui sotto non c'è un carrello. Rispondi a qualche domanda su di te, così so da dove parti, e poi scegli tu quando sentirci.
Se ti sei riconosciuto nella prima cosa che hai letto qui sopra, che il corpo se lo ricorda, allora la domanda vera è una sola: quanti altri gennaio vuoi passare a ricominciare da capo?
Venti minuti al telefono, gratis. E se non fa per te te lo dico subito.
1) Sarcopenia, consenso europeo EWGSOP2 (Age and Ageing, 2019): la perdita di massa e forza muscolare legata all'età, come si definisce e come si misura.
academic.oup.com/ageing/article/48/1/16/5126243
2) Metabolismo ed età (Harvard Health): perché gran parte del rallentamento attribuito all'età dipende dalla massa magra.
health.harvard.edu/blog/surprising-findings-about-metabolism-and-age-202110082613