Questa settimana mi sono ritrovato a chiedere a un'intelligenza artificiale come si gestisce un cane reattivo.
Mi sto occupando di un cane che a ogni passeggiata esplode appena vede un altro cane, una bici, una persona che cammina e che magari fa qualcosa di inaspettato. Abbaia, tira il guinzaglio, non sente più niente e nessuno.
Io facevo quello che l'istinto ti dice di fare. Strattonavo il guinzaglio. Alzavo la voce. Cercavo di riportarlo indietro con la forza.
Quando ormai era già successo tutto.
Non ha mai funzionato. Perché quando il cane è già partito, hai già perso. Stai solo cercando di aggiustare una situazione già scappata di mano.
Per curiosità mi son messo a descrivere all'AI la situazione e la risposta che ho tirato fuori, per quanto non fosse nulla di nuovo, mi ha fatto riflettere.
Un cane reattivo non esplode dal nulla. Se lo guardi lo capisci prima.
Le orecchie che si tirano indietro.
Il corpo che si irrigidisce.
Lo sguardo che si pianta su un punto fisso.
Il fattore scatenante che compare lontano all'orizzonte.
Tutto il lavoro vero succede lì. Nei trenta secondi prima dello scoppio.
Leggi il segnale, cambi strada, crei distanza, sposti la sua attenzione. Previeni l'escalation prima che parta. Quando il cane abbaia, non c'è più niente da gestire. C'è solo da subire.
Quando il cane abbaia, non c'è più niente da gestire. C'è solo da subire.
Più ci pensavo e più smettevo di pensare al cane in sé.
Noi facciamo esattamente la stessa cosa in molte situazioni... in primis con il nostro corpo.
Aspettiamo l'escalation.
Il dolorino che ti ha dato fastidio per mesi a un certo punto diventa una infiammazione cronica da gestire.
La sera in cui scoppi con tua moglie per una cosa da niente.
Quel giorno in cui hai talmente tanta stanchezza e stress accumulato da prendere decisioni di merda nel tuo lavoro.
E poi corriamo a rimediare al casino che abbiamo creato. Il fisioterapista d'emergenza. Il weekend buttato per recuperare. Il bordello di cose da gestire a lavoro che ti fa trascurare tutto il resto.
Ma il corpo, come il cane, te lo dice prima. Manda i suoi segnali.
Solo che siamo addestrati a non vederli.
Anzi, a esserne quasi orgogliosi!!
Come le notti che si accorciano. Vai a letto sempre più tardi, ti svegli sempre più presto: "eh, ma sono molto impegnato in questo periodo"!
Come quando mangi davanti allo schermo del computer, in dieci minuti, e a fine giornata non ricordi nemmeno che cazzo ti sei ingoiato.
La tensione con la tua famiglia. La sera non vi parlate o non state nemmeno insieme perché tu devi lavorare. "Non posso darti retta ora" detto ai tuoi figli.
Questi momenti sono i segnali, esattamente come le orecchie del cane che si tirano indietro. È il Cortisolo, l'ormone dello stress, che resta alto quando dovrebbe scendere. È il tuo corpo in modalità allarme che ti sta avvisando con anticipo, senza che tu gli dia retta.
Il lavoro vero è imparare a leggere quel segnale trenta secondi prima. Mentre puoi ancora cambiare strada.
É esattamente quello che faccio con i Padri che seguo. In ogni allenamento diamo retta al corpo e capiamo quanto possiamo spingere.
Prima di costruire ti insegno a leggere i tuoi segnali e a sviluppare uno stile di vita sostenibile.
Se in questi segnali ti riconosci un po' é già un problema quindi meglio che ci sentiamo.
Se non sono questi, ma riflettendo ti rendi conto che un po' il corpo ti sta parlando, prendiamoci venti minuti e ti ascolto.
Se posso aiutarti poi te lo dico.
Sessione Strategica di Allineamento
Venti minuti. Qualche domanda, una fotografia onesta di dove sei, e il primo segnale che stai ignorando. Gratuita.
Prenota la sessioneSamuele Gerli, fondatore di Padri D'Acciaio. Sono più di 15 anni che insegno alle persone a usare il corpo nello spazio: prima con il ballo, poi con il Calisthenics.