Squilibri muscolari da padel e tennis dopo i 40: cosa succede al corpo e come si compensa

Stesso braccio, stesso fianco, stesso appoggio. Partita dopo partita, il corpo tiene il conto: ecco gli squilibri che il padel costruisce e come pareggiarli.

Prenota la Sessione Strategica

Martedì e giovedì, campo prenotato. Stesso braccio che spinge la pallina, stesso fianco che ruota in chiusura, stesso piede che frena quando vai a rete. Due ore di gioco, la doccia, una birra coi compagni, e a casa. Tre anni così, e ti diverti come a vent'anni.

Il corpo, intanto, tiene il conto. E dopo i 40 quel conto te lo presenta: il gomito che brontola la mattina dopo, la lombare che si blocca quando ti allacci le scarpe, la spalla destra che ormai lavora il doppio della sinistra. Non è sfortuna e non è l'età. Sono squilibri muscolari da sport monolaterale, e nel padel (come nel tennis) sono scritti nel gioco stesso.

Uomo intorno ai 48 anni su un campo da padel, braccio dominante esteso e busto ruotato da un lato dopo un colpo
Lo stesso gesto, migliaia di volte, da un lato solo. Il padel specializza una metà del corpo e lascia indietro l'altra: l'asimmetria si accumula in silenzio finché non comincia a parlare.
In questo articolo
  • Perché un solo sport, dopo i 40, ti sbilancia
  • I tre conti che il corpo ti presenta: gomito, lombare, spalla
  • Le tre direzioni che riequilibrano (senza schede)

Perché un solo sport, dopo i 40, ti sbilancia

Il padel è un gesto asimmetrico ripetuto migliaia di volte. Impugni con una mano sola, ruoti il busto quasi sempre dallo stesso lato, scarichi sull'appoggio dominante. La catena cinetica (la sequenza di articolazioni e muscoli che lavorano insieme per produrre il colpo) si specializza da un lato e si addormenta dall'altro.

Pensa a un'auto con le ruote di destra sempre un po' sgonfie. Guidi lo stesso, all'inizio non te ne accorgi nemmeno. Ma il consumo è tutto da una parte, e prima o poi spacchi il semiasse. Il tuo corpo che gioca solo a padel funziona così: la potenza c'è, ma scarica sempre sugli stessi tessuti.

A vent'anni questo conta poco. I margini di recupero sono enormi, i tessuti si riparano in fretta, l'asimmetria viene assorbita. Dopo i 40 quei margini si assottigliano: il tendine recupera più lento, il muscolo dominante si accorcia, quello pigro si indebolisce. Lo squilibrio smette di essere invisibile e comincia a parlare.

I tre conti che il corpo ti presenta

Quando uno sportivo di padel o tennis arriva in consulenza, porta quasi sempre la stessa lista di acciacchi ricorrenti. Tre, in particolare.

  • Il gomito. L'epicondilite, quella che chiamano «gomito del tennista». Il tendine degli estensori dell'avambraccio è sovraccaricato dal gesto ripetuto, e a un certo punto si infiamma. Brucia quando stringi la racchetta, a volte anche quando giri una chiave.
  • La lombare. La colonna ruota sempre nella stessa direzione, sotto carico, in fase esplosiva. Senza un centro robusto a fare da freno, quella rotazione la pagano i dischi e i muscoli profondi. Risultato: lombalgia che arriva la sera, o il blocco improvviso su un movimento banale.
  • La spalla dominante. La cuffia dei rotatori (i quattro piccoli muscoli che tengono ferma la testa dell'omero) lavora a senso unico per anni. Da un lato diventa rigida e ipertonica, dall'altro resta debole. Lo squilibrio si sente quando alzi il braccio sopra la testa e qualcosa si ferma prima di dove arrivava.

Se leggendo questa lista hai annuito almeno una volta, sei nel posto giusto. Non perché ci sia qualcosa di rotto in te, ma perché manca un pezzo. Una tendinite alla spalla l'ho avuta anch'io, anni fa: non è sparita pregando, è sparita lavorando sul lato giusto.

Lo sport è gioco, l'allenamento è costruzione

Il pezzo che quasi nessuno collega è questo. Il padel è uno sport bellissimo, ma è gioco: ti diverte, ti fa sudare, ti tiene attivo. Costruisce poco della tua struttura, e nel frattempo la consuma.

L'allenamento è un'altra cosa: è costruzione. Serve a rimettere simmetria dove il gioco crea asimmetria, a rinforzare le catene che la partita lascia indietro, a dare al gesto sportivo un telaio capace di reggerlo per altri vent'anni.

Chi gioca soltanto si affida alla speranza che il corpo regga. Chi gioca e costruisce si presenta in campo con margini: e quei margini sono la differenza tra giocare ancora a 60 anni o appendere la racchetta al chiodo per «un problema alla spalla».

Le tre direzioni che riequilibrano gli squilibri muscolari

Riequilibrare un corpo da padel non richiede sei giorni di palestra. Richiede di lavorare nelle direzioni che il gioco trascura. Sono tre, e si fanno tutte a corpo libero.

  • Spinta bilaterale. Movimenti che caricano le due braccia insieme, in modo simmetrico, per riportare il lato pigro al livello del dominante. La spinta costruisce petto, spalle e tricipiti su entrambi i fronti, non solo su quello della racchetta.
  • Trazione bilaterale. Il padel spinge tanto e tira poco: il risultato sono spalle chiuse in avanti e una schiena alta debole. Tirare con entrambe le braccia riapre la postura e bilancia la cuffia dei rotatori.
  • Anti-rotazione del centro. La partita ti fa ruotare di continuo. L'allenamento deve insegnare al core a resistere alla rotazione, non a produrne altra. È così che proteggi la lombare quando ruoti in campo.

Nota che non ti ho dato una scheda con serie e ripetizioni. È voluto: le direzioni valgono per tutti, il dosaggio è personale e dipende da dove parti, da quanti acciacchi ti porti dietro, da quante volte giochi. Quello si costruisce su misura, non si copia da un articolo.

Lo sport lo giochi. Il telaio che lo regge te lo costruisci.

Il gioco resta divertente se il telaio tiene

Il padel non è il problema. Il problema è giocarlo senza mai costruire la struttura che lo sostiene. Aggiungi due o tre sedute di lavoro bilaterale a settimana e l'asimmetria smette di accumularsi: il gomito si calma, la lombare regge la rotazione, la spalla torna a muoversi piena.

Prenota la tua Sessione Strategica di Allineamento gratuita

Venti minuti in cui guardiamo dove sei davvero, quali squilibri ti sei costruito e cosa serve per giocare ancora a lungo senza pagarne il conto. È gratuita, e ti porti a casa una direzione chiara comunque vada.

Prenota la Sessione Strategica

E se vieni da uno sport di resistenza, leggi anche perché la bici non costruisce il telaio della parte alta.


Samuele Gerli, fondatore di Padri D'Acciaio. Sono più di 15 anni che insegno alle persone a usare il corpo nello spazio: prima con il ballo, poi con il Calisthenics.

Leggi anche