Hai fatto sport sul serio e vuoi un coach online? Cosa deve saper fare per te che sai già allenarti, e le tre domande da fargli prima di pagare.
Sai cos'è una serie, un recupero, una scheda. Il problema è che le sai come le sapevi a diciannove anni.
Se ti sei fermato anni fa, è probabile che quella versione di te ce l'hai ancora in testa: i carichi di allora, il ritmo di allora, la sensazione di allora. Nel frattempo la giornata si è riempita di scrivania e famiglia, e magari cerchi qualcuno che ti dica cosa fare. Solo che un coach online per ex sportivi non si sceglie come lo sceglie chi parte da zero.
La risposta secca: a te non serve che il coach ti spieghi cosa sia un esercizio. Ti serve uno che regola il carico sulla giornata che hai oggi e non sul ricordo di quella che avevi, che tiene a freno i gesti che il corpo rifà prima di essere pronto, e che alla fine ti lascia in mano le chiavi per decidere da solo. Il resto del pezzo è come riconoscerlo.
Chi non ha mai fatto sport chiede al coach di insegnargli i movimenti. L'ex sportivo i movimenti li ha già, almeno in parte, e questo cambia i rischi.
Il primo rischio è che il coach si fidi del tuo curriculum. Se gli dici "ho giocato a livello agonistico per dieci anni" e ti scrive un programma da atleta, sta calibrando su una persona che non esiste più. Il secondo è speculare: ti tratta da principiante assoluto, ti dà tre serie di niente, e dopo due settimane ti annoi e sparisci. L'ex agonista sparisce per noia o per infortunio, quasi mai per mancanza di voglia.
Per lo stesso motivo il tutorial su YouTube non basta: i gesti ci sono, manca chi guarda come li fai adesso e decide quanto ne fai.
Un programma ha dentro un'ipotesi su di te: quanto dormi, quanto stai seduto, che energia hai a fine giornata. Se il coach non la verifica, usa quella dell'atleta che eri.
Per questo, prima di scrivere una riga, il coach buono ti fa domande sulla vita di adesso: orari di lavoro, notti, figli, dove ti alleni, cosa ti fa male quando ti alzi dalla sedia. Poi costruisce una settimana con più di una marcia, perché il martedì in cui hai dormito cinque ore non può avere lo stesso carico del sabato in cui stai bene.
Io lavoro con un sistema a tre colori, il Semaforo, che ogni giorno ti dice quanto spingere in base a come stai: verde, spingi; giallo, tieni; rosso, scarichi. A un ex sportivo il giallo costa di più, perché sembra una seduta a metà. È la seduta fatta bene in una giornata che non ne regge una piena.
Qui l'ex sportivo ha un vantaggio vero e una trappola. Il vantaggio: il sistema nervoso ricorda. Dopo poche sedute il piegamento, la trazione o la corsa tornano fluidi, e sembra di essere di nuovo quello di prima. Ne parlo in memoria muscolare.
La trappola sta nella differenza di velocità. Muscoli e coordinazione rispondono in fretta, tendini e articolazioni si adattano su tempi di mesi. Dopo due settimane il motore spinge come a vent'anni e il telaio non è ancora pronto a reggerlo. Al ginocchio o alla spalla, alla terza settimana, arriva il conto: è il ciclo che descrivo in allenarsi a ondate.
Un coach che non conosce questo meccanismo ti lascia andare finché il corpo non si ferma da solo. Un coach che lo conosce ti tiene un passo sotto quello che ti sembra di poter fare, e te lo dice con il motivo: i dolori di quel tipo sono un campanello che indica dove lavorare, non un divieto. Il passo sotto lo sente chi guarda i tuoi video, non chi legge il tuo curriculum.
L'ex sportivo di solito ha già avuto un allenatore, e sa com'è dipendere da uno che decide tutto. Cerca il contrario: capire abbastanza da regolarsi da solo quando il coach non c'è.
Quindi la domanda sulla durata ha un senso tutto suo. Un percorso che non finisce mai tiene legato chi lo paga, e chi ha avuto un allenatore se ne accorge subito. Il mio dura nove mesi e al nono mese sai fare quattro cose: leggere com'è la tua giornata, costruire la tua settimana, far salire un esercizio e guardarti mentre lo fai. Il ragionamento completo è in quanto dura un coaching online.
Le domande generali su qualunque coach le trovi in come scegliere un coach online. Queste sono quelle che per te fanno la differenza.
1. "Su cosa regoli il mio primo carico: su quello che ho fatto, o su quello che so fare oggi?" La risposta buona nomina un test di partenza: un tempo appeso, un numero di piegamenti puliti, un video della tua accosciata. La risposta sbagliata è "dimmi pure a che livello eri".
2. "Quando ti scrivo che sto bene e voglio spingere, cosa fai?" Prima o poi succede. Il coach buono ha una regola per quel momento, e la regola somiglia a "guardo il video e poi decido io". Quello che ti risponde "ottimo, aumentiamo" ha appena confermato la tua abitudine di sempre.
3. "Cosa so fare da solo quando abbiamo finito?" Se la risposta è vaga, o se parla di rinnovo, hai capito il modello. Se è un elenco di cose concrete, stai parlando con uno che ha pensato alla fine prima che al resto.
Comincia con una chiamata di venti minuti, gratuita, la Sessione Strategica di Allineamento. Mi racconti che sport hai fatto, quando ti sei fermato, cosa ti fa male adesso e com'è fatta la tua giornata. Se vedo che non sono la persona giusta, te lo dico in quella chiamata.
Se si parte, il percorso è di nove mesi di coaching di forza a corpo libero, a distanza. Mi mandi i video degli esercizi su WhatsApp, io rispondo con un video mio: cosa correggere, cosa lasciare stare, quanto carico. Il primo mese serve a capire dove sei davvero, e come funziona lo racconto in primo mese di coaching online. Cosa succede nella chiamata iniziale lo trovi in chiamata conoscitiva con un coach.
Anch'io pago una persona da cui vado a fare i check. Chi ha fatto sport lo sa meglio di chiunque altro: da soli si regge una stagione, poi serve uno che ti guarda da fuori.
Da zero no. Il sistema nervoso conserva molto, e i primi allenamenti tornano più fluidi di quanto ti aspetti. Ma tendini e articolazioni ripartono dal loro livello di oggi, e lì il programma deve tenerti basso più a lungo di quanto vorresti.
Sì, se il feedback passa dai video e non dai tuoi racconti. Quello che sai fare lo vede nel video, e vede anche quello che il corpo ha cambiato nel frattempo: l'accosciata che non scende più, la spalla che non arriva su.
Da solo l'ex sportivo di solito parte bene e si ferma alla terza o quarta settimana, per un dolore o per noia. Un coach serve a evitare quel ciclo: un carico che sale piano e una persona che guarda i video.
Se hai fatto sport sul serio e vuoi un percorso che stia dentro la giornata che hai adesso, clicca qui sotto, rispondi a qualche domanda su di te e poi scegli quando fissare i venti minuti al telefono con me: padridacciaio.com/candidatura/quiz.
Qualche domanda su di te, poi scegli tu quando sentirci. La Sessione Strategica di Allineamento dura venti minuti ed è gratuita.
Rispondi alle domande e prenota la tua Sessione StrategicaSamuele Gerli, fondatore di Padri D'Acciaio. Sono più di 15 anni che insegno alle persone a usare il corpo nello spazio: prima con il ballo, poi con il Calisthenics.